Questa introduzione all’astrologia tibetana vuole essere un contributo alla conoscenza di un’ antica arte che sviluppa nel quotidiano un’ incredibile saggezza cognitiva su eventi apparentemente non collegati ma che possono creare, se non conosciuti, pesanti interferenze agli esseri.

Le generazioni antiche, anche in occidente, svilupparono relazioni profonde con gli astri mentre in oriente, in particolare in Tibet, con le conoscenze e la pratica del KALACHAKRA Tantra si arrivò a determinare connessioni importanti della produzione e riproduzione delle condizioni vitali con l’aspetto astro-siderale. Al contrario, l’uomo moderno si dimostra sempre più “sguarnito” di fronte agli eventi che lui stesso provoca, restando attonito e stupito anche nella considerazione di momenti essenziali quali nascita, malattie, morte. Buddha, l’Illuminato, ha consegnato agli esseri senzienti molte chiavi di saggezza per trasformare qui ed ora, e non in un ipotetico futuro, la nostra esistenza.

Possiamo perlomeno considerarle? I testi che comporranno questa rassegna sono tratti dagli insegnamenti trasmessi da Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen agli studenti del Centro Buddha della Medicina che da tempo seguono con interesse questa disciplina.

NASCITA E SVILUPPO DELL' ASTROLOGIA TIBETANA

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L’astrologia tibetana nasce dall’incontro dell’ astrologia cinese molto sviluppata in Cina già intorno al 800/600 a.c. con quella già praticata nella regione dello Shang Shung, mitica area ai piedi del monte Kailash in Tibet.
Quando arrivó in Tibet una delle due mogli del re Song Tzen Gam Po,la principessa cinese Wen Cheng Kön Jo intorno al 630/640 d.c. trasmise tutta la sua conoscenza legata all’astrologia cinese con il metodo dJung Tzi (pron. Giung Tzi). Essendo però anche molto devota alla manifestazione femminile di BUDDHA TARA e del Bodhisattva Manjusri trovò diversi riferimenti di unione con l’astrologia tibetana Kar Tzi (pron. Kar Tzi) e questo permise di sviluppare gli aspetti migliori di entrambe le visioni in un unico metodo che si è tramandato di secolo in secolo fino a giungere ai nostri giorni attraverso gli altissimi insegnamenti dei Lama.
Ancora oggi in Tibet vi sono molti monasteri dove importanti Lama studiano su antichi testi tutte le più antiche pratiche dell’astrologia e insegnano questa arte illuminata a discepoli che approfondiscono anche la medicina tibetana, poiché le due discipline sono collegate nel medesimo corso di studi.

Dobbiamo però specificare che questi insegnamenti non sono disponibili in modo universale, come succede nella rappresentazione dell’astrologia occidentale, indiscutibilmente alla portata di di chiunque voglia accedervi, perché sono in relazione a percorsi di conoscenza individuale e soprattutto spirituale e sono di tradizione orale attraverso il lignaggio di questi importanti Lama qualificati, quindi è praticamente impossibile trovarli in testi o commentari disponibili in lingua italiana.
Solo attraverso la gentilezza di Lama qualificati, come Lama Gangchen, è stato possibile ricevere gli insegnamenti,studiarli con la conoscenza della lingua tibetana e farli diventare pratica ed applicazione quotidiana da parte dei Maestri del Centro Buddha della Medicina. Il sistema Kar Tzi ricollega anche all’astrologia indiana attraverso le protezioni di divinità come GANESH portatore di fortuna, gioia e denaro.

Però,come detto,non esistono datazioni precise circa la nascita dell’astrologia. Nella pratica dell’astrologia tibetana vengono utilizzati i cinque elementi della tradizione cinese e quelli della tradizione tantrica tibetana, inoltre un complesso sistema di calcoli detti dei calcoli bianchi o del calendario bianco legati ai cicli vitali, ai cicli dei 12 anni, dei 60 anni, degli 8 PARKA, dei 9 MEWA e dei 12 animali, sviluppa una conoscenza giornaliera degli eventi astrologici più semplici o più segreti di cui parleremo più avanti.

Il sistema dJung Tzi (cinese) ed il Kar Tzi (tibetano) si fa riferimento a tutti e 5 gli elementi: METALLO ACQUA LEGNO FUOCO e TERRA, inoltre nel secondo, il sistema di calcolo si fonda sul movimento dei pianeti, fra i pianeti,le 26 costellazioni chiamate Gyu Kar e le relazioni giornaliere, mensili ed annuali fra questi aspetti.
La cosa più importante da ricordare però e che tutta l’astrologia tibetana fonda le sue radici nel TANTRA DI KALACHAKRA, tanto che nei testi della pratica vi è una sezione dedicata esclusivamente all’astrologia (Du Kor Kar Tzi). La tanka di riferimento sulla quale i discepoli compiono i primi passi nell’apprendimento, è un Mandala con la forma di una grande tartaruga, in tibetano Srid pa ho (pron.Si pa ho), centrale e da una più piccola in basso a sinistra.

Alla sommità del capo della tartaruga centrale siedono tre divinità: la più alta è MANJUSRI, il bodhisattva che rappresenta la saggezza e che dà la protezione a tutte le pratiche di astrologia; a sinistra siede VAJRAPANI il bodhisattva che ha il potere del Tantra , il detentore dei segreti, il potere del VAJRA, il fulmine; a destra compare il bodhisattva CENRESI, l’essere che ha la perfetta mente altruistica perché la saggezza aiuta a comprendere con quale mente si deve affrontare il percorso astrologico ma la mente di bodhicitta deve lavorare incessantemente per gli altri affinchè gli esseri immersi nel samsara possano compiere percorsi di trasformazione delle impurità mentali e liberarsi dalla sofferenza dell’esistenza ciclica.

RÜ BEL (il nome della tartaruga,in tibetano rus sbal) è avvolta da un fuoco, un fuoco primordiale che nasce non contaminato così potente che dalla bocca e dalla coda della tartaruga sorge un dorje, che rappresenta la saggezza.

Così anche ai lati del capo, al posto delle orecchie, troviamo due dorje, e ai lati del corpo quattro zampe raffigurate nella forma di mani umane che nelle quattro direzioni tengono schiacciati quattro rospi posti a rappresentare le menti dei discepoli, menti che devono imparare a realizzare che ogni cosa è illusoria e fare in modo di comprendere che bisogna abbandonare l’idea di un IO permanente, che lo stesso abbia un proprio valore e che venga riconosciuto come solo punto di riferimento nella vita.

Al centro della tartaruga un mandala quadrato forma 9 aree con 9 simboli al suo interno, che sono i numeri da 1 a 9 in tibetano, e rappresentano i MEWA, con la particolarità che da qualsiasi posizione sia orizzontale, verticale che trasversale la somma dei 3 numeri darà sempre il numero 15 a significare un mandala quadrato perfetto.
I MEWA si configurano anche come forze o potenzialità che l’uomo può avere a livello karmico nella rinascita ma possono rappresentare anche situazioni, che cause e condizioni potrebbero far avverare.

Al centro della tartaruga la casella è gialla, si riferisce all’elemento TERRA, il suo numero è il 5; nella parte inferiore del quadrato sotto la casella gialla ci sono tre caselle bianche che si riferiscono all’elemento METALLO e partendo da sinistra il primo numero è l’8, il secondo è l’1 e il terzo è il 6; a sinistra della casella centrale gialla troviamo la casella blu (nera) l’elemento è l’ACQUA il numero è il 3, sempre riferita all’elemento ACQUA in alto a destra diagonale alla casella gialla il numero è il 2; in alto a sinistra diagonale alla casella gialla centrale la casella verde legata all’elemento LEGNO, il numero è il 4; le ultime due caselle rosse, una esattamente sopra la casella gialla sono dell’elemento FUOCO, il numero 9, a destra della casella gialla il numero 7.

Il mandala quadrato dei MEWA è contornato da 8 petali che formano una stella, all’interno di ogni petalo si trova un trigramma ovvero 8 segni formati da linee rette e spezzate, che fanno riferimento all’astrologia cinese e in modo particolare al metodo di divinazione dell’ I CHING, tuttora fortemente utilizzato come sistema astrologico in tutta la Cina e nel continente asiatico.

Con questa piccola introduzione, speriamo di aver sollecitato la saggia curiosità del lettore e ci proponiamo di continuare ad interessarla con i prossimi articoli, per dare la possibilità di avvicinarsi ad una visione ed interpretazione più ampia della rappresentazione dell’astrologia, secondo schemi e metodi totalmente diversi dalla nostra cultura occidentale, ma così ricchi di insegnamenti e profonda saggezza.