Il Quinto Dalai Lama Ngawang Lozang Gyatso detto il Grande Quinto nacque nel 1617 da una nobile famiglia dello Yarlung e fu riconosciuto a cinque anni come reincarnazione di Yonten Gyatso.

Il suo regno portò anni di pace, di benessere e di cultura. Il Grande Quinto fu un abile politico, ma anche una eccezionale figura spirituale che contribuì grandemente alla diffusione del Dharma in Tibet.

Iniziò i suoi studi a Ganden e proseguì poi la sua formazione fino al 1627 sotto la guida dell'abate di Tashilhunpo. In quel periodo gli eventi politici stavano precipitando in Tibet, finchè nel 1642 il capo dei mongoli Qoshot, Gushri Khan, dopo aver invaso il Kham e sconfitto il re dello Tsang conferì a Ngawang Lozang Gyatso l'autorità suprema sull'intero Tibet.

Ebbe così inizio il potere temporale dei Dalai Lama e l'esistenza del Tibet come nazione.

Avveduto uomo di stato, il V° Dalai Lama fu abilissimo nel gestire le relazioni con il protettore mongolo in modo da salvaguardare l'indipendenza del Tibet, destreggiandosi abilmente tra i mongoli e i cinesi.

Il Grande Quinto, il più potente dei Dalai Lama, pacificò e unificò il Tibet sotto l'autorità della scuola Ghelugpa e costituì un prototipo di organizzazione statale centrale il cui simbolo fu l'imponente palazzo del Potala a Lhasa, segno della forza materiale e spirituale del nuovo sovrano. Sulla vicina collina creò un prestigioso Istituto di Medicina che continuò ad esistere fino ai giorni nostri, quando fu distrutto ad opera dei cinesi.

Conferì al suo venerabile maestro, l'abate di Tashilhunpo Lobsang Chogyan, il titolo di Panchen Lama considerandolo il IV° di tre precedenti reincarnazioni.

La morte del V° Dalai Lama nel 1682 venne tenuta segreta per 15 anni per sua espressa volontà, affinchè il Suo reggente Sangye Gyatso potesse consolidarne l'operato politico e portare a termine i grandiosi lavori di costruzione del Potala, che fu terminato nel 1693 e da allora raccolse le spoglie dei Dalai Lama.