lama Tson KhapaLama Tsong Khapa fu uno dei più grandi filosofi e yoghin del Tibet, fondatore della scuola  Ghelugpa e dell'università monastica di Ganden.

Nacque nella regione nord-orientale dell'Amdo nel 1357, all'età di tre anni ricevette i voti laici e a nove anni intraprese il noviziato religioso col nome di Losang Dragpa.
Egli fu un grande studioso e furono veramente tantissimi i testi da lui imparati ed approfonditi. Studiò molti dei Pitaka e dei Shastra della scuola Madyamika perchè era dell'opinione che non ci fosse altro sentiero per l'emancipazione. Fu discepolo del Venerabile Rendawa, un maestro Sakyapa, al quale dedicò una preghiera, la Migtsema, che divenne famosa perchè Rendawa la rese al suo discepolo dedicandogliela a sua volta, divenendo così la «Preghiera a Lama Tsong Khapa» e che ancora oggi noi recitiamo nelle serate di Meditazione.

Nel campo dei Tantra trovò che il Guhyasamaja Tantra fosse il principale tra tutti e ne cerco l'essenza, componendo precetti e commentari basandosi sui testi di Nagarjuna e dei suoi ultimi discepoli. Studiò anche un gran numero di Yoga Tantra e ritenendo che il Vinaya della Sacra Dottrina fosse la base per l'intera dottrina del Buddha, studiò tutto il sistema del Vinaya.

Ottenne dal Maestro dbU.ma.pa l'iniziazione di Manjushri e, mediante la meditazione, gli fu possibile in poco tempo visualizzarlo e porgli delle domande, come un discepolo fa col suo reale Maestro. In questo modo riuscì ad ottenere molte risposte e istruzioni, come quella di intraprendere una vita ascetica in modo da beneficiare la Dottrina in maniera più cospicua. Si ritirò così con altri suoi compagni in un eremitaggio dove studiò la pratica dei precetti e la pratica del Bodhisattva.

Seguendo le prescrizioni contenute nel Vinaya, Tsong Khapa dispose che la stoffa che costituiva l'abito religioso fosse ridotta in strisce, successivamente ricucite, per richiamare l'originaria austerità delle prescrizioni monastiche sull'abito: una stoffa così trattata non poteva più essere venduta o scambiata e non era perciò un possesso prezioso per il monaco. In accordo alle altre regole del Vinaya dotò i suoi monaci di «bumpa» (la ciotola per le elemosine) e del materassino per dormire e meditare.
I Kadampa inoltre abbandonarono l'uso di usare il mantello come cappuccio e introdussero l'uso del cappello, adottando una tunica sotto il mantello per proteggersi dai rigori del tempo himalayano.

Ritenendo poi i voti del Pratimoksha non sufficienti, Tsong Khapa sviluppò nei suoi allievi la spinta verso l'illuminazione attraverso i voti del Bodhisattva, componendo un commentario nel quale celebre è la sua frase: «una persona può anche praticare i voti del Bodhisattva per dieci milioni di kalpa senza però riuscire ad attraversare l'oceano dell'esistenza fenomenica (Samsara) se non possiede la Saggezza per intuire l'Assoluto».

Dopodichè compose un trattato esponendo i precetti del Sentiero Graduale « Lam Rim chen mo bKa bum», basandosi sul testo di Atisha «La Lampada sul sentiero dell'illuminazione», composto nell'undicesimo secolo.

Lama Tsong Khapa era convinto che il Sentiero verso l'Illuminazione fosse esaurientemente esposto dal sistema delineato nel Lam Rim, ma che fosse altresì necessario essere iniziati al sistema dei Tantra per ottenere l'emancipazione in questa stessa vita. Scrisse perciò un commentario sul Sentiero Graduale del Tantra, il «sNgags rim chen mo».

Ebbe anche la grande aspirazione di recarsi in India, come molti studiosi tibetani fecero prima di lui, ma Manjushri lo esortò ad abbandonare il piano perchè il viaggio era rischioso e soprattutto non c'era più la speranza di trovare Maestri o Testi buddisti particolarmente importanti, essendo già il buddismo a quell'epoca (seconda metà del XIV° secolo) praticamente scomparso dalla sua terra natale.

Nel 1409 tenne una grande Assemblea di Preghiera (forse a Lhasa), durante la quale dispensò agli intervenuti la «Luce della Dottrina». In quello stesso anno fondò il monastero di Ganden che significa: «il Luogo dei Buddha perfettamente virtuosi». Nel 1415 girò la Ruota della Dottrina dei Sutra e dei Tantra e riunendo alcuni Maestri con profonda conoscenza del Tripitaka classificò i punti più difficili della Dottrina, lavoro che lo tenne occupato per due mesi.

Al suo ritorno a Ganden, costruì una cappella esterna al corpo del Gompa (monastero) dove custodire un Mandala tantrico fatto di pietre preziose; una di quelle immagini divenne famosa come l'Immagine Arcobaleno.

Dopo aver spiegato il nono capitolo del Guhyasamaja Tantra in un monastero vicino, mentre stava facendo ritorno al monastero di Ganden, sentì risuonare dal cielo il suono della campana divina e, seguendo il suono, Tsong Khapa procedette verso il suo monastero, dove consegnò al monaco Dharmasvamin.rGyalb.tshab.Rinpoche, il mantello e il cappello, designandolo così come suo successore alla carica di abate di Ganden. Si ritirò poi in meditazione ed i suoi discepoli videro che il suo volto era tornato quello di un ragazzo sedicenne e subito dopo egli passò nelle immacolate sfere. Era l'anno del «Maiale di terra», il 1419 d.C.

Dopo la sua morte, in suo onore, anche i monaci che mai lo avevano veduto e che risiedevano in luoghi lontani, vestirono l'abito religioso che Tsong Khapa aveva introdotto, abbandonando l'uso di coprirsi il capo con un lembo del mantello e cambiando il colore del copricapo in giallo oro, che sarà peculiare della scuola Gelug.pa, che prenderà successivamente forma dagli insegnamenti di Lama Tsong Khapa.