Prajnaparamita
PRAJNA PARAMITA RDAYA SUTRA
ovvero il Sutra del Cuore della Saggezza andata oltre.
Questo Sutra è stato commentato e trasmesso dal Maestro Dino Dorje Cian Ciub Ghialtzen all’interno di un ritiro durato una settimana in località Ardore (Reggio Calabria) nel mese di Giugno 2010.
Il Sutra viene così chiamato perché contiene l’essenza, il culmine della perfezione della saggezza: la Prajna Paramita, ossia la Paramita della saggezza, è considerato uno dei testi fondamentali ed è praticato nei monasteri per le sue capacità di eliminare le interferenze di tipo personale o collettivo.
Questo insegnamento fu trasmesso da Buddha Shakyamuni intorno al 530 a.C. presso il Picco degli Avvoltoi nella città di Rajagra, una delle più importanti del Bihar: oggi esistono molti testi e opere (in totale ci sono 38 libri sulla Prajna Paramita, per un totale di 125.000 versi) che raccolgono questi insegnamenti, tutti tra di loro abbastanza diversi, ma che presentano la stessa caratteristica di avere come argomento centrale la «perfezione della saggezza».
Qui per saggezza non si intende quella di tipo intellettuale o culturale, ma piuttosto una acquisizione stabile e completa di quella che viene chiamata Sunyata, parola sanscrita che indica la «natura vacua di tutti i fenomeni», ossia «l’essere vuoto di natura propria» di tutti gli oggetti, forme, fenomeni, suoni, emozioni, sensazioni, flussi di pensiero, etc. etc., ossia di tutto ciò che compone il mondo esterno e anche noi stessi.
Saggezza pertanto qui sta a significare «avere un’acquisizione stabile e permanente di una mente che è vuota di natura intrinseca totale».
Il testo di questo Sutra è breve, ricomprende 25 versi che racchiudono il cuore dell’insegnamento completo della Prajna Paramita.Si racconta come, durante una grande assemblea di monaci e saggi, l'illuminato Cenresig (Avalokitesvara) dialoga con il saggio Shariputra sul modo corretto di percepire i cinque aggregati. Vengono così spiegati la profonda conoscenza trascendentale della vacuità, i cinque sentieri verso l'illuminazione, i dodici anelli dell’origine interdipendente e le quattro nobili verità, da un punto di vista relativo e assoluto.
Il Buddha non interviene mai in prima persona, se non alla fine del Sutra, quando pronuncia le parole: «Ben detto, ben detto, si, si è così. Si dovrebbe praticare la perfezione della saggezza andata oltre come tu hai detto!».
Nelle serate di pratica e insegnamenti di questo testo il Maestro esaminerà questo sutra e lo commenterà parola per parola affinchè tutti quanti possano raggiungere un buon livello di conoscenza e apprendimento.






