Detto anche Lama Ciöpa (in tibetano) significa letteralmente «rituale di offerta al guru» e si può considerare come un lungo rituale di preghiera e meditazione scritto dal grande Panchen Lobsang Ciöky Ghialtzen nel XVII secolo.
Le melodie con cui la si recita furono composte da Ghyalwa Ensapa, detto lo «Yogi Veloce» per la rapidità con cui ottenne l’illuminazione.
La parola Guru qui sta a significare «il maestro» dal quale si è ricevuto almeno una iniziazione o un insegnamento: fondamentale in questa pratica (come in tutte le pratiche tantriche) è quindi il rapporto maestro/discepolo, che viene paragonato a un uncino e a un anello. Con l’uncino della compassione del guru e con l’anello della fede del discepolo è possibile creare un legame che non potrà spezzarsi finchè il discepolo non avrà raggiunto l’illuminazione.
La Guru Puja è quindi una pratica devozionale al guru Radice, che viene visualizzato nell’aspetto di un essere illuminato.
Il suo nome-mantra viene ripetuto più volte, gli vengono fatte suppliche e offerte per entrare in contatto diretto e in unione con la sua mente di saggezza e si riceve così l’influenza spirituale di tutti i guru del lignaggio.
Le offerte che vengono fatte non sono a vantaggio del guru, ma sono a beneficio di chi le sta facendo per accumulare meriti, ottenere karma positivo e purificare quello negativo.
Il cuore della Guru Puja è costituito dall’offerta dello Tsog (in sanscrito Ganachakra, che significa assemblea), per la quale si preparano diversi tipi di sostanze rituali. L’offerta viene compiuta per soddisfare l’intero circolo dell’assemblea dei partecipanti: il Guru, tutti gli esseri santi, il sangha stesso e tutti gli esseri dei sei stati di esistenza, in particolare quelli che sono nelle condizioni di maggiore sofferenza.
Questa pratica contiene tutti i punti essenziali degli insegnamenti delle tradizioni ( Theravada, Mahayana e Vajrayana) e insegna a tenere sotto controllo la respirazione con il risultato di incrementare l’energia vitale.
È la pratica principale per chi segue la scuola Gelugpa della tradizione Vajrayana: se portata avanti con costanza, attraverso la meditazione sui tre principali Yidam ( Yamantaka, Guyasamaja e Heruka), essa aiuta anche a purificare le emozioni perturbatrici, a mantenere salda e pura la relazione con il maestro, a conseguire le più elevate realizzazioni spirituali, a generare sentimenti positivi per il pianeta e per tutti gli esseri senzienti.
Il testo è piuttosto complesso e richiede, per essere compreso e praticato con consapevolezza e con le corrette visualizzazioni, di ricevere insegnamenti specifici che il maestro Dino Cian Ciub Ghialtzen ha dato in passato e che ha in programma di donare in futuro.

Il testo si può suddividere in:
1. rifugio nei «Tre Gioielli»
2. generazione di bodhicitta
3. consacrazione delle offerte
4. albero dell’assemblea dei guru (o albero del rifugio)
5. preghiera in sette rami
6. richieste
7. offerta dello Tsog
8. stadi del Sentiero verso l’Illuminazione
9. dedica finale
10. versi augurali di buon auspicio

Per pacificare la violenza nel mondo e dare un contributo alla pace, il ven. Lama Gangchen Tulku Rinpoche ha chiesto a tutti i suoi discepoli di impegnarsi a praticare regolarmente la Guru Puja: all’ Albagnano Healing Meditation Center la si celebra quotidianamente dall’undici settembre 2001; nel Centro di Torino viene recitata settimanalmente ogni mercoledì dalle ore 18:00 e in occasione di particolari ricorrenze.