La meditazione è l’attività base del Centro: nei locali è possibile seguire meditazioni analitiche, concentrative, Scinè e le pratiche Ngal-gSo di purificazione sottile: tutti insegnamenti impartiti ai nostri maestri dal ven. Lama Gangchen e indirizzati sia all’autoguarigione dei corpi fisico e sottile (inteso come insieme di chakra, canali, soffi, etc.), che alla trasformazione delle cause mentali che sottendono all’inquinamento ambientale.
Qualcuno potrebbe pensare che una serata di meditazione significhi trascorrere alcune ore di rilassamento senza pensieri, ma così non è: meditare non vuol dire fuggire da se stessi, ossia cominciare a non pensare ai propri problemi e scappare di fronte alle scelte da prendere, perché così facendo non si arriva ad alcuna risoluzione. In tibetano meditare si traduce con «gom» che vuol dire «rendersi in unione, rendere la mente felice e rilassata» e questo non è sicuramente sinonimo di agitazione o irrequietezza. A nessuno piace vedersi arrabbiato, pauroso o pieno di desideri, perché tutti questi stati (e altri ancora) creano una profonda insoddisfazione.
In aiuto ai praticanti del sentiero buddhista viene così incontro la pratica Tantrica del Buddha che porta a separare questi livelli e a identificarli.
Ecco perché una mente serena lo è veramente in tutti i punti e in tutti gli spazi anche quando ci sono delle situazioni difficili, o quando qualcuno muove delle critiche, o quando è in un ambiente che non piace e non solo quando recita i mantra o, per esempio, è in vacanza. L’esperienza meditativa e analitica, anche quella più grossolana, certifica che un praticante, dopo un po’, riesce a separarsi da molte perturbazioni mentali e anche se non arriva a uno stato immediato di illuminazione, comincia a vedere dei cambiamenti reali nel suo modo di essere.
E quando questo avviene si dice che il praticante è entrato stabilmente nel sentiero dell’illuminazione, cioè in un processo di identificazione e separazione dai difetti mentali per cui la mente diventa gioiosa, vive le situazioni in modo più scorrevole, sembra che le cose diventino molto più fluide e molti eventi pesino di meno, e quasi sempre qualcosa di bello accade. Meditare vuol quindi dire trovare il giusto equilibrio, la giusta via, la famosa «via di mezzo», guardare dentro di sè come in uno specchio e sapere che quello che si sta guardando non è proprio bello, spesso è pesante e a volte può far male o dare fastidio (perchè lo specchio riflette un’immagine rovesciata e quindi lievemente diversa): ma lo specchio è necessario perché proprio attraverso esso si possono vedere più aspetti nel complessivo, dato che l’immagine riflessa comprende sempre più particolari rispetto a quello che si potrebbe osservare direttamente con i propri occhi.
A queste serate tutti possono partecipare in qualunque momento, ricevendone tangibili benefici: ogni giovedì sera dalle 20.30 in poi è possibile venire ad ascoltare i maestri che offrono parte del loro tempo per donare, a chi desidera ascoltarli, preziosi insegnamenti. Vi sono inoltre delle serate specifiche di meditazione e di spiegazione della pratica nel dettaglio per coloro che da poco si sono avvicinati a questi argomenti e desiderano approfondirli.
La serata dedicata a questa attività è quella del giovedi dalle 18:30 alle 19:30 come da calendario.
È possibile inoltre richiedere, per chi lo desidera, delle Puje specifiche di incremento o di purificazione (particolari rituali di meditazione), anche presso la propria abitazione, ricevendone un tangibile aiuto nei casi di malattia, o di infermità, o altro