Scienza e Dharma
L'insegnamento del Buddha, trasmesso circa 2.500 anni or sono, è basato su un'analisi scientificamente rigorosa
della mente.
I presupposti analitici di questa ricerca iniziata dal principe
Siddharta sono pertanto molto simili a quelli della scienza.
Per esempio, la relazione di causa-effetto è fondamentale nell'analisi che il Buddha compie sulla mente: investigando ogni aspetto
della natura della mente, l'Illuminato perviene alla conoscenza globale della sofferenza, delle sue cause, della cessazione e dei metodi per
estinguerla.
Il Buddha scopre una legge universale che riguarda in modo diretto tutti gli esseri.
Ma la stessa relazione è anche alla base della ricerca scientifica: la riproducibilità di un evento fisico-chimico in laboratorio o la spiegazione di un determinato fenomeno, da sempre, è coinciso con la comprensione della interdipendenza di causa ed effetto.
Inoltre, nell'insegnamento tantrico del
Kalachakra, è detto «come è nel microcosmo, così è nel macrocosmo» intendendo
anche la proporzionalità della natura qualitativa e quantitativa dei fenomeni.
È quindi anche un'acquisizione della scienza (soprattutto con la teoria dei quanti e il principio di indeterminazione di Heisenberg) aver
posto l'attenzione sul mondo dell'infinitamente piccolo e aver relazionato questo a processi infinitamente più grandi (formazione delle
galassie, ect.).
Sulla base di questi e altri presupposti si è pensato di creare delle serate di proiezioni su argomenti scientifici, per esempio «La relatività di Einstein», «La realtà dei buchi neri», «La formazione delle galassie», «La relazione spazio-tempo», che offrissero lo spunto per un corretto approccio e contatto con l'insegnamento del Buddha che è in sintesi «la scienza della mente».
Al termine delle proiezioni, attraverso le domande, possono così sorgere in modo spontaneo gli insegnamenti che contribuiscono in modo non formale alla comprensione migliorativa della realtà.