Luglio 15

Meditare sul respiro

Come iniziare a meditare sul respiro?

Il respiro è sempre con noi, dall'istante in cui nasciamo fino all'ultimo momento della vita, tanto che spesso non ne siamo coscienti e lo diamo assolutamente per scontato. Gli yogi del passato avevano ben compreso come questo fosse strettamente legato allo stato della propria mente, sviluppando diverse forme di meditazione sul respiro in relazione agli effetti che volevano ottenere sulla mente.
La meditazione sul respiro è semplice, ma basilare per tantissime altre forme di meditazione, utile per calmare la mente quando siamo agitati, confusi, impauriti o in preda all'ira. È fondamentale per prepararci alle meditazioni più articolate, alcune delle quali sono descritte nel libro di Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen: «Preparazione mentale alla morte per un'esistenza senza paure».
Nel buddhismo viene praticata come parte propedeutica in un percorso meditativo e pratico che può portare in modo graduale all'illuminazione.
La meditazione sul respiro viene definita «senza supporto» poiché non c'è un oggetto esterno materiale sul quale porre attenzione, ma si medita su qualcosa di immateriale, più sottile.
Si porta la mente a concentrarsi sul movimento dell'aria che entra e dell’aria che esce dalle narici, senza aggiungere o togliere nulla a questo naturale movimento, lo si ascolta… semplicemente.
In tibetano MEDITARE si dice gom, intendendo la familiarizzazione della mente con l'oggetto di meditazione, cioè l'unione della mente con questo, il «diventare della stessa famiglia». Per diventare della stessa famiglia, la nostra mente va condotta con gentilezza e, quando perde la concentrazione, con dolcezza riportarla sul respiro.
Volendo ottenere il meglio dalla nostra pratica, sarà utile eseguire la meditazione in un luogo tranquillo, pulito, senza disturbi (silenziamo il cellulare!), sedendoci in una posizione comoda e, se possiamo, su un cuscino a gambe incrociate; diversamente anche posizionandoci su una sedia, appoggiando bene i piedi a terra, con la schiena dritta, ma con il corpo morbido e le spalle rilassate. Le dita della mano destra vanno sovrapposte a quelle della mano sinistra e i due pollici si sfiorano, sulla stessa linea; il mento è leggermente abbassato e gli occhi sono socchiusi: tutto questo serve per creare le migliori condizioni affinché la nostra mente sia disponibile al raccoglimento (I sette punti di Vairochana).
Inizialmente possiamo praticare due o tre sessioni di pochi minuti ciascuna, aumentando gradualmente i tempi. Se riusciremo a essere costanti, nonostante le inevitabili difficoltà iniziali, avremo sicuramente dei benefici da questa semplice pratica, il nostro respiro diventerà consapevole e la nostra mente più calma, lucida e disponibile anche a meditazioni più complesse.


Tags

calma, come meditare, concentrazione, meditazione, respiro, serenita


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