Luglio 15

Meditazione: «La respirazione in nove cicli»

Meditazione
«La respirazione in nove cicli»


La respirazione in nove cicli è una delle forme di meditazione cosidette «con supporto», ovvero è una meditazione in cui ci si concentra sul proprio respiro, che diventa l’oggetto di meditazione vero e proprio.
Svolgiamo regolarmente questa meditazione all'interno del Centro, ma è riproducibile in qualsiasi luogo tranquillo e appartato dove possiamo metterci comodi e prestare attenzione al nostro mondo interiore.
Nella Medicina Tibetana, il respiro viene chiamato lung, che significa vento. Vi sono diversi tipi di lung che accompagnano i nostri processi vitali, detti anche prana, che sono di fondamentale importanza nella vita e nella morte, che per il buddhismo è descritta come un evento «conoscibile già in vita, un evento mentale, non definitivo, che ogni essere sperimenta infinite volte anche nel corso di una sola giornata» (rif. pag.21  «Preparazione mentale alla morte per un'esistenza senza paure» di Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen.
Nella fisiologia grossolana descritta nella medicina tibetana, il corpo umano ha circa ottantaquattromila canali energetici e di questi, tre sono i principali: Ro.Ma, Kyang.Ma e U.Ma. I primi due sono collocati rispettivamente a sinistra e a destra del corpo grossolano, iniziano in prossimità delle narici, proseguono nella parte alta della testa e, scendendo poi lungo il corpo ai due lati della colonna vertebrale, in un punto posto all’incirca quattro dita sotto l’ombelico; questi si congiungono con il canale centrale U.Ma, che possiamo visualizzare diritto, come una linea che parte dall’area del chakra segreto  e arriva fino alla sommità del capo.
I lung viaggiano all’interno dei due canali sottili Ro.Ma e Kyang.Ma (Sole e Luna) e hanno una relazione con il nostro respiro perché partono proprio in prossimità delle due narici.
Essi esprimono la profonda relazione che c’è tra il macrocosmo (Sole e Luna esterni) e il microcosmo (canali Sole e Luna interni) anche con movimentazioni energetiche molto simili.
Sole e Luna interni, per esempio, sono soggetti a impregnarsi delle nostre afflizioni mentali negative come avversione, attaccamento, ignoranza  e pigrizia, ma non solo: anche delle emozioni conflittuali correlate all'energia distruttiva che esse contengono. Per effettuare un'efficace «pulizia» dei canali e dei venti interiori e per rendere di conseguenza la nostra mente limpida e pacifica, la respirazione in nove cicli ci può essere di grande aiuto.
Innanzitutto prepariamoci per la meditazione, quindi prendiamo una posizione comoda rispettando la posizione classica in cui si medita:

  • ci sediamo con la schiena «dritta come una freccia»;
  • le gambe incrociate se siamo per terra o su una sedia;
  • rilassiamo le spalle, il viso e le mascelle;
  • teniamo gli occhi socchiusi, facendo attenzione a non chiuderli del tutto, per evitare di addormentarci;
  • teniamo le mani l'una sopra l'altra, nel mudra della meditazione.

Quando abbiamo familiarizzato con la postura possiamo iniziare la meditazione vera e propria:

  • chiudiamo la mano destra in un pugno, chiamato «pugno vajra», (il pollice si appoggia alla base dell’anulare e le altre dita si ripiegano a pugno) e lo poniamo sotto l'ascella sinistra;
  • formiamo il pugno vajra con la mano sinistra, tenendo l'indice della stessa mano esteso, andando a posizionarlo sulla narice sinistra chiudendola;
  • inspiriamo dalla narice destra, poi chiudiamo la narice destra con l'indice della mano sinistra ed espiriamo dalla narice sinistra.

Ripetiamo per tre volte.
Dopodiché, riproduciamo lo stesso processo ma in modo opposto: 

  • chiudiamo la mano sinistra nel «pugno vajra» (il pollice si appoggia alla base dell'anulare e le altre dita si ripiegano a pugno) e lo poniamo sotto l'ascella destra;
  • formiamo il pugno vajra con la mano destra, tenendo l'indice della stessa mano esteso e andando a posizionarlo sulla narice destra chiudendola;
  • inspiriamo dalla narice sinistra, poi chiudiamo la narice sinistra con l'indice della mano destra ed espiriamo dalla narice destra.

Ripetiamo questa respirazione per tre volte.
Nella terza fase disponiamo le mani l'una dentro l'altra, nella posizione classica della meditazione: 

  • inspiriamo con entrambe le narici, portando il nostro respiro verso il basso, sino a quattro dita sotto l’ombelico;
  • immaginiamo, trattenendo il respiro, che le energie positive e di guarigione di tutti gli Esseri Illuminati e Santi, entrino nei due canali laterali, Sole e Luna;
  • espiriamo infine da entrambe le narici e liberiamo gli aspetti più pesanti e negativi della nostra mente.

Ripetiamo questo processo per le ultime tre volte.
È necessario accompagnare ognuna di queste meditazioni con un approccio mentale quieto e consapevole e con le visualizzazioni specifiche, come ci spiega Lama Dino alle pagg. 99-102 del suo libro.
Il beneficio di questa meditazione è immediato e molto tangibile: i nostri pensieri si diradano, la nostra chiarezza mentale aumenta, ci sentiamo più leggeri, più gioiosi e meno offuscati mentalmente.


Tags

calma, come meditare, concentrazione, meditazione, respiro, serenita


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