Nono anello attaccamento - Centro Buddha della Medicina

Associazione spirituale per la diffusione della tradizione medica dei Lama guaritori tibetani, della filosofia Vajrayana e dell'Autoguarigione tantrica NgalSo
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L' ATTACCAMENTO
Ciclo di articoli relativi al Sutra dei "Dodici Anelli"
“Condizionato dalla brama sorge l’attaccamento” esprime chiaramente il Buddha nel Sutra dei 12 anelli: quando parliamo di attaccamento parliamo di una propensione mentale, una pulsione che spinge la mente verso qualcosa o qualcuno. Il nono anello è il diretto figlio dell’ottavo, la brama, in quanto deriva dal precedente e in particolare è anche un suo rafforzativo: attaccarsi a qualcosa, a qualcuno, a una situazione, a una condizione è qualcosa che si radica nella mente, insediandosi in quella “forma mentis”.
Sradicarsi da lì è molto difficile.
L’attaccamento in tibetano è detto LEN.PA che significa afferrare, prendere con forza, tenere a sé. Ma l’attaccamento in quanto tale non si concretizza in un oggetto fisico e in questo sta la grande differenza con il desiderio o brama: l’attaccamento è una pulsione mentale, il desiderio invece è mosso dalla mente ma si concretizza sempre in un oggetto specifico.
L’attaccamento è un’appropriazione, nel senso che la mente percepisce la relazione con il soggetto e/o con un oggetto come se fosse proprio.
Nell’ottavo anello abbiamo parlato di rapporto Maestro-discepolo e di come, anche in ambito spirituale, il desiderio possa interferire tra l’insegnamento e la mente del praticante. Nel momento in cui il discepolo infatti brama di ricevere gli insegnamenti, di stare con il proprio Maestro e di realizzare le cose che dice, deve fare molta attenzione a non ricadere nella pulsione mentale dell’attaccamento, volendo trattenere soltanto per se stesso quanto ha ricevuto.
I 3 anelli consequenziali: l’ottavo (il desiderio), il nono (l’attaccamento) e il decimo (il divenire)
sono ancora più concatenati di quelli precedenti perché costituiscono un processo in divenire e formano la base per le future rinascite.
Le rinascite che fanno parte del Samsara (o mondo fenomenico) tra le quali quella umana, sono dette rinascite completamente basate sul desiderio e sull’attaccamento.
In effetti desideriamo sempre qualcosa o qualcuno: fa caldo e desideriamo un bicchiere d’acqua, il capo ci chiede una maggiore produttività e desideriamo più libertà, litighiamo col fidanzato e desideriamo fare pace… ma ancor più subdolo è l’attaccamento.
Mentre il desiderio ha sia una faccia negativa sia una positiva, l’attaccamento è sempre qualcosa di mentalmente pesante.
Nella società odierna sperimentiamo questa pulsione continuamente su persone e molti aspetti della nostra vita : la nostra squadra del cuore, la persona di cui siamo innamorati e/o che sta al nostro fianco,  il denaro.... E spesso, purtroppo, queste forme di attaccamento diventano talmente forti da generare un’enorme sofferenza oltre che a noi stessi anche a chi ci sta intorno, per via di azioni che sfociano anche nella violenza.

Il Buddha delinea quattro tipi di attaccamento, il primo di questi è l’attaccamento ai piaceri sensoriali. Nel quinto anello abbiamo parlato delle sei basi sensoriali e di come si produce una coscienza sensoriale, questo tipo di attaccamento quindi è provocato dal contatto della base interna con la relativa base esterna e dal potenziamento che collega le due basi.
Il Buddha dice : “Condizionato dalle sei basi sensoriali nasce il contatto, condizionata dal contatto nasce la sensazione, condizionata dalla sensazione nasce la brama e condizionato dalla brama nasce l’attaccamento” come ciclo di interdipendenza senza fine la cui comprensione ci può aiutare a sviluppare maggiore cosapevolezza su ciò che siamo e sul modo in cui interagiamo con l’ambiente circostante.
Il secondo tipo di attaccamento è quello alle false dottrine. Il Buddha non definisce cosa sono le false dottrine nei vari ambiti sociale, politico , religioso etc… ma indica che sono quelle che allontanano la mente dall’Ottuplice Sentiero composto da: retta visione, retta intenzione, retta parola, retta azione, retti mezzi di sostentamento, retto sforzo, retta presenza mentale, retta concentrazione, insegnamenti che il Buddha spiegherà e riprenderà ancora in molti altri importanti Sutra.
Inoltre nelle false dottrine sono contemplate anche le visioni opposte alle Quattro Nobili Verità.
Vi è poi l’attaccamento ai voti e costumi religiosi, una forma di attaccamento rivolta a chi segue con dedizione il percorso spirituale: è necessario  non trattenere per sé ciò che si è imparato sviluppando una mente altruistica.
L’ultima tipologia è l’attaccamento all’esistenza di un Io e qui il nostro Ego gioca un ruolo fondamentale in quanto tutti gli esseri nutrono e sostengono il proprio Io, i propri punti di vista.
Questo quarto punto è ben spiegato all’interno di uno dei Sutra più importanti di tutto il Buddhismo, il Cuore della Saggezza o Prajnaparamita.

Il riferimento a tutti i 12 anelli della Coproduzione condizionata invece possiamo ritrovarlo nel libro di Lama Dino “ Preparazione mentale alla morte per un’esistenza senza paura” a pag. 38.


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