Quarto Anello nome e forma - Centro Buddha della Medicina

Associazione spirituale per la diffusione della tradizione medica dei Lama guaritori tibetani, della filosofia Vajrayana e dell'Autoguarigione tantrica NgalSo
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NOME E FORMA
Ciclo di articoli relativi al Sutra dei "Dodici Anelli"
Nella terza vigilia prima dell'Illuminazione, il Buddha realizzò in modo perfetto la profonda progressione causale che genera la sofferenza.
Si tratta del processo globale del divenire di tutti gli esseri, nel quale nascita e morte non sono inizio e fine di un processo chiamato vita, ma sono eventi facenti parte di una sequenza ciclica senza fine, caratterizzati dall' impermanenza e dalla continua trasformazione.
Questa sequenza viene spiegata dal Buddha nel Sutra della Coproduzione Condizionata, suddivisa in dodici livelli legati tra loro da una relazione causale. Questa relazione di causa - effetto difficilmente viene compresa dagli esseri, che in questo modo non hanno la capacità di superare la dimensione della sofferenza autogenerata e la cui formazione non ha origine ma fa parte di una ciclicità.
Anche l'ultimo Anello, che è la morte, è la conseguenza degli Anelli precedenti e causa, a sua volta, di un nuovo ciclo. Dopo aver parlato del Primo Anello, l'ignoranza, del Secondo con le Formazioni karmiche  e del Terzo con la Coscienza, analizziamo il Quarto Anello: Nāma-Rūpa, cioè il nome e la forma.
La mente o coscienza ha necessità di essere sostenuta da una forma: dove c'è una forma c'è anche un nome, per questo nome e forma sono strettamente legati.
La coscienza con la rinascita assume una forma, cioè un corpo che viene formato dai cinque elementi: lo spazio, che permette la formazione e la crescita di organi e apparati il vento, che muove i processi vitali e fornisce energia di movimento il fuoco, che fornisce il calore necessario allo svolgimento delle funzioni vitali l'acqua, che fornisce l'elemento liquido ed equilibra il calore la terra, che fornisce la parte solida del corpo, il sostegno.
La forma caratterizza una mente (o un determinato fenomeno), così come la mente stabilisce con le sue propensioni la relazione con la forma che si manifesta. Nome e forma si rafforzano.
Se per esempio diamo un nome alla paura, definendola paura dei cani, questo sentimento diventerà sempre più importante, creando sofferenza. Ciò che avremo fatto sarà stato rendere "solido" quell’emozione che dal proprio punto di vista è invece vuota di un’esistenza inerente, come tutti i fenomeni.
Il nome è vibrazione, e la vibrazione è ciò che rende molto potente la relazione tra nome e forma. La vibrazione può portare una trasformazione della forma, ecco perché con l'energia dei Mantra possiamo interagire sulla forma, c'è dunque un aspetto fondamentale di trasformazione tra nome e forma.
Nel buddhismo quando si prende rifugio in Buddha, Dharma e Sangha il Lama dà un nuovo nome al discepolo poiché ciò equivale ad una rinascita per la persona, quindi ad una nuova forma, che richiede un nuovo nome. Cambiando la forma, anche la mente verrà coinvolta dal cambiamento. Corpo (forma), parola (vibrazione, nome) e mente (coscienza) sono le tre porte di trasformazione nel Tantra,  attraverso le quali possiamo fare il percorso verso l'Illuminazione.

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