Undicesimo anello la nascita - Centro Buddha della Medicina

Associazione spirituale per la diffusione della tradizione medica dei Lama guaritori tibetani, della filosofia Vajrayana e dell'Autoguarigione tantrica NgalSo
Vai ai contenuti

LA NASCITA
Ciclo di articoli relativi al Sutra dei "Dodici Anelli"
“Condizionata dal divenire si produce la nascita. Che cos’è la nascita? La nascita di questo o quell’essere in questo o quel gruppo di esseri, il suo nascere, assumere un corpo, svilupparsi, manifestarsi, l’assumere gli aggregati, gli elementi, le sei basi sensoriali, lo svilupparsi delle sei basi sensoriali, la manifestazione degli organi vitali”

L’undicesimo anello - la nascita - si ricollega immediatamente all’anello precedente, quello del Karma o divenire. Il divenire infatti si produce attraverso un’azione fisica, verbale o mentale con l’aggiunta della motivazione che ci spinge a comportarci in un determinato modo.
Il karma è azione e motivazione e la nascita di un essere delinea esattamente ciò che si intende per “divenire”.
Che cosa significa nascere?
Nascere per noi occidentali significa soltanto “venire al mondo, alla luce”, ciò che il Buddha vuole esprimere, invece, ha ben altri significati. Nascere, nella disamina buddhista dell’undicesimo anello della coproduzione condizionata, significa che la nostra mente (una funzione superiore di tutti gli esseri senzienti che non si identifica con il cervello e che non muore mai) assume una forma all’interno di un corpo fisico e da quel momento si produce un Karma. E’necessario che ci siano alcune condizioni essenziali per nascere, sia fisiche che mentali.
Le condizioni fisiche sono la presenza di uno spermatozoo e dell'ovulo, ma oltre ai due gameti maschile e femminile il Buddha considera anche:
- la presenza di un principio cosciente
- la presenza dei 5 elementi di padre e madre
- la presenza di una vibrazione, che è un’energia sottile presente in tutti gli organi degli esseri senzienti, a livello cellulare, molecolare, biochimico e bioelettrico.
Queste condizioni vengono descritte dal Buddha come fondamentali affinchè la mente dell’essere senziente che si formerà possa attecchire nell’utero materno passando attraverso gli organi genitali in unione.
Ci sono due tipi di “mente” che si uniscono durante il concepimento:una mente sottile e una mente grossolana. La mente sottile è quella che non passa attraverso le 6 basi sensoriali e viene descritta approfonditamente nel Tantra esegetico.
Il processo di formazione di una mente o coscienza grossolana basata sulle 6 basi sensoriali lo ritroviamo invece ben spiegato nel libro di Lama Dino “Preparazione mentale alla morte per un’esistenza senza paure” e già trattata nel quinto anello.
Nel momento in cui tutte queste condizioni sono presenti e si sono connesse con la base fisica dei genitori avviene il concepimento: questo momento è fondamentale perchè un essere è già definito “essere senziente” in quanto dotato di mente e di un portato karmico derivante dalle azioni compiute nelle vite passate anche se composto fisicamente solo da poche cellule.
Nell’embriologia sottile della medicina tibetana, queste fasi di vita importantissima sono descritte con dovizia di particolari.
L’embrione che si costituisce contiene in sé tutti gli elementi di formazione grossolani, sottili e ultrasottili e, nelle prime settimane, da una liquidità di cellule si forma una solidità anche data dalla copresenza dei 5 elementi: i costituenti cellulari liquidi (elemento acqua) si strutturano in qualcosa di più solido (elemento terra), che è scaldata dal calore ivi presente e da quello del corpo della madre (elemento fuoco), alimentato a sua volta dal movimento delle cellule (elemento vento) occupando un posto definito dentro l’utero della madre (elemento spazio).
Perchè di tutto questo processo non abbiamo memoria?
Il Buddha spiega che per averne memoria è necessario avere una mente presente, attenta, lucida e che vive ogni istante nel qui e ora. Normalmente questo non avviene, siamo bombardati dai molti input esterni e la nostra mente è preda dell’emozione del momento; è difficile centrarsi e tantomeno poter accedere alla nostra saggezza interiore in queste condizioni.
La mente di un Buddha è completamente onnisciente e perfettamente conoscitiva di sè stessa, arrivare a questo stato di Suprema Illuminazione è possibile mettendo in pratica gli insegnamenti dei Maestri che piano piano ci aiutano a superare i nostri conflitti mentali e a avere maggiore consapevolezza di noi stessi.


Centro Buddha della Medicina - via Cenischia 13 - Torino - Tutti i diritti riservati ©
Centro Associato
Torna ai contenuti