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Kyabje Pabongka Dorje Chang

Kyabje Pabongka Dorje Chang nacque nel 1878 nello stato di Tsang a nord di Lhasa in Tibet e fu uno dei grandi Lama Ghelugpa del moderno Buddhismo tibetano. Sin da bambino dimostrò di avere sviluppate e inusuali qualità e all’età di sette anni entrò nel monastero di Sera Me, dopo che Sharpa Chuje Lobsang Darje, uno dei capi religiosi del tempo, disse che «qualcosa di meraviglioso sarebbe accaduto nel futuro, a questo bambino». Più tardi venne riconosciuto come la reincarnazione di un maestro del lignaggio Changkya, i cui Lama diedero molti insegnamenti nelle regioni della Mongolia e della Cina, e a cui infine venne dato il nome di Pabongka Rinpoche.

Egli ricevette la sua formale educazione spirituale nel monastero di Sera Me e studiò molto duramente per diventare Gheshe con Jaba Sonpo Rinpoche, ma il suo Guru Radice, la sua guida spirituale, fu Dagpo Lama Rinpoche, un grande Lama di Lhasa che viveva in una grotta a Pasang, la cui pratica maggiore era la Bodhicitta e la sua divinità principale era Avalokiteshvara, a cui dedicava cinquantamila mantra ogni notte. Quando Pabongka Rinpoche lo vide per la prima volta a una cerimonia in Lhasa, pianse dall’inizio alla fine per la gioia di averlo «ritrovato». Divenne così un grande meditatore e ricevette insegnamenti sul Lam Rim, sul Lojong e sulla Mahamudra: alla fine dei suoi studi in monastero si recò nella caverna del suo Guru Radice e qui ricevette la trasmissione completa del Lam Rim, sulla quale poi meditò per ben 10 anni. Egli diventò un grande e influente Maestro in Tibet anche per il suo modo, per l’epoca inusuale, di dare insegnamenti al di fuori dei monasteri a un gran numero di discepoli laici. Fu il Guru Radice di Kyabje Ling Dorje Chang e Kyabje Trijang Dorje Chang, i due tutori dell’attuale Dalai Lama. Gli venne anche offerto il posto da Reggente del Dalai Lama, ma egli rifiutò perché disse: «Gli affari politici sono per me sgradevoli».

Un attendente di Pabongka Rinpoche, una volta, demolì la piccola casa del suo Maestro mentre era in viaggio, per costruire al suo posto una residenza privata che poteva rivaleggiare in bellezza con quella del Dalai Lama. Quando Pabongka Rinpoche fece rientro, non fu affatto contento e disse al suo attendente: «Io sono solo un piccolo Lama eremita e tu non hai costruito questo palazzo per me. Non sono famoso e l’essenza di quello che insegno è la rinuncia delle cose del mondo. Perciò distruggi quanto hai costruito».

Pabongka Rinpoche fu sempre una persona gentile, mai arrabbiata, che lavorò incessantemente con instancabile bodhicitta: nonostante la moltitudine di persone in attesa di parlargli, egli riceveva ciascuno individualmente, donando benedizioni e qualche volta dispensando anche medicine. Con grande umiltà e deferenza, quando si recava in visita al monastero del suo Guru Radice iniziava le prosternazioni appena entrava nella stanza e allo stesso modo lasciava il Maestro senza mai dargli le spalle.

Quando dava insegnamenti la sua voce era incredibilmente potente e tutti potevano ascoltare le sue parole, senza che vi fossero microfoni o altoparlanti; egli incantava chi lo ascoltava e per questo diventò un insegnante molto famoso e seguito da molte persone, poiché  le sue parole potevano essere comprese anche oltre l’ambiente monastico.

La sua capacità fu proprio quella di attrarre molte persone di livello diverso di intelligenza: era famoso per il suo umorismo e i suoi discorsi pubblici potevano talvolta durare anche dieci ore senza mai un’interruzione: solo un essere davvero grande e realizzato avrebbe potuto catturare l’attenzione per così tanto tempo. Se poi si accorgeva che inevitabilmente una parte dell’auditorio perdeva la concentrazione, immediatamente riferiva una storia divertente o scherzava su un argomento facendo scoppiare tutti in una risata. Pabongka Rinpoche fu probabilmente il più influente Lama della tradizione Ghelugpa del nostro secolo, detentore di tutti i più importanti lignaggi dei Sutra e dei Tantra: la collezione intera dei suoi insegnamenti e studi sugli aspetti del Buddhismo è vasta e profonda e occupa più di quindici grandi volumi, dove i temi trattati vanno dall’esame delle Sadhane e dei canti, alle indicazioni per costruire le torme e a una miriade di altre tematiche.

Molti di questi testi sono tuttora usati dai praticanti della tradizione Ghelugpa. Nel 1921, vicino a Lhasa, tenne un’esposizione storica lunga ventiquattro giorni sul Lam Rim, che fu ascoltata da più di 700 persone. Molti laici e monaci arrivarono dai tre maggiori monasteri di Lhasa, dalle province centrali del Tibet, dallo Tsang, dall’Amdo e dal Kham. Gli insegnamenti furono trascritti da uno dei suoi diretti discepoli, Trijang Rinpoche, che più tardi diventerà il Tutore più giovane del XIV Dalai Lama. Pubblicati in tibetano nel 1958, questi insegnamenti furono tradotti in inglese come «La liberazione nel palmo della tua mano» e nel 1991 questo libro è diventato la base per gli insegnamenti Gelugpa sul Lam Rim.

Egli venne considerato come l’emanazione di Heruka, la più alta divinità del Yoga Tantra, detenne il lignaggio della Mahamudra, il lignaggio orale di Gaden, rispettò tutte le scuole buddhiste e scoraggiò sempre il settarismo tra le tradizioni Hinayana e Mahayana. Discepoli diretti di Papongka Rinpoche, oltre a Kyabje Trijang Rinpoche e Kyabje Ling Rinpoche, furono anche Tathag Rinpoche, che è stato il principale insegnante di S.S. il XIV Dalai Lama quando era bambino, e Khangsar Rinpoche, che ha avuto un discepolo cinese, Master Nan Hai, che ha dato origine a un movimento buddhista in Cina che sopravvive ancora oggi, con migliaia di discepoli e oltre un centinaio di monasteri. Quando Pabongka Rinpoche lasciò il corpo nel 1941 venne costruito un elaborato reliquario, poi però distrutto dai cinesi.

Lama Ribur Rinpoche si è occupato negli ultimi anni di recuperare alcune delle reliquie della sua cremazione che ora sono custodite al Monastero di Sera Me.