La pratica che «taglia»

Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen ha deciso di trasmettere uno speciale insegnamento a un ristretto gruppo di praticanti del Centro Buddha della Medicina: la pratica del Chöd.
La motivazione di base è quella di acquisire delle consapevolezze in più di se stessi per essere maggiormente di aiuto agli altri esseri, soprattutto in questo particolare momento storico, caratterizzato dalla presenza di molte difficoltà e molte paure, come per esempio quelle legate alla pandemia del Covid-19.

Chöd significa «tagliare» l’ego e l’insegnamento su questa pratica nativa del Tibet ha inizio al Centro Buddha della Medicina a luglio 2020, con la trasmissione del Genag da parte di Lama Dino a tutte le persone presenti, con la chiara e pura motivazione di benedizione e di protezione.
A novembre 2020 un gruppo di circa trenta persone inizia il percorso: ricevendo direttamente gli insegnamenti dal Lama, si dedica a imparare il canto che contraddistingue il Chöd e, successivamente, ad accompagnare alla voce l’utilizzo degli implementi che sono parte integrante della stessa (campana e damaru).
L’insegnamento e la pratica proseguono tutt’ora con diversi ritiri e momenti di approfondimento sui significati di questa preziosissima e antica pratica.
Buddha Shakyamuni ha insegnato, sulla base delle diverse attitudini mentali degli esseri, diversi metodi per l’abbandono della visione del «sé» ritenuto veramente esistente in modo indipendente; alcuni di questi possono essere percepiti in modo più graduale, altri più direttamente.
La pratica del Chöd è diretta, «tagliente»: ha lo scopo di connettere velocemente la mente del discepolo con quella del Guru e di rendere familiare la sua generosità incondizionata verso tutti gli esseri, anche quelli che appaiono malefici e distruttivi, tramite la meditazione e l'energia del dono.

La pratica: le origini

Il Chöd è l'unica pratica tantrica nata e completamente sviluppata in Tibet. Giunta in India, si è poi diffusa in diverse parti del mondo orientale, fino ad arrivare ai giorni nostri in Occidente, grazie a grandi Maestri che, attraverso diversi Lignaggi, hanno continuato a portare avanti le trasmissioni e gli insegnamenti. 
La base di questa pratica è la realizzazione degli insegnamenti del «Sutra della Prajnaparamita» da parte di Machig Lab Drön (1055 -1149 d.C., una donna nata «ordinaria» e divenuta una Dakini, ovvero una manifestazione della pura energia femminile illuminata).
Nata in Tibet, iniziò fin da piccola a ricevere insegnamenti dalla madre e la sua particolare vocazione al Dharma le permise di essere riconosciuta dal suo Maestro, incontrato nella precedente esistenza, e di essere di nuovo la sua discepola.
Phadampa Sangye, un grande Mahasiddha indiano, viaggiava in Tibet a seguito delle indicazioni ricevute durante un sogno per ritrovare la rinascita del suo principale discepolo, che aveva lasciato il corpo a soli ventidue anni. La riconobbe in Machig. 
Al loro primo  incontro si riconobbero immediatamente a vicenda:

«È meraviglioso che tu sia qui Maestro».
«È meraviglioso che tu sia nata in Tibet».

Durante la sua vita Machig studiò e praticò molto la Prajnaparamita e ricevette molti insegnamenti da diversi Maestri. Elaborò un percorso sulla paura, realizzandone la natura vuota, sconfiggendola.
Nell'ultima parte della sua vita, trascorsa in meditazione in una grotta, elaborò, sotto le benedizioni del suo Maestro Radice, l'invocazione alla «Grande Unica Madre», il tipico canto del Chöd, che viene accompagnato dai suoni di campana e damaru (il tamburo specifico per questa pratica). 
Sono molte le tradizioni che praticano il Chöd, conferendo sfumature diverse sia nella modalità di esecuzione sia nella tonalità del canto stesso; questo fa sì che alcune pratiche del Chöd abbiano un'impronta più meditativa e altre invece siano più «movimentate», ponendo maggiormente attenzione all'aspetto dell'offerta. 
Chöd significa «tagliare» e, in passato, altissimi Lama esperti di questa pratica venivano chiamati in occasione delle epidemie affinché le potessero «sconfiggere»: erano in grado di proteggersi e dare varie protezioni dalle «infezioni» e da tutti i tipi di paura; questi Lama solitari intervenivano sul territorio a praticare il Chöd, senza infettarsi, per essere di beneficio a tutti gli esseri senzienti, compresi quelli responsabili delle malattie (virus, batteri...).


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