Il respiro è sempre con noi, dall'istante in cui nasciamo fino all'ultimo momento della vita.

Raramente però siamo coscienti di questo fattore così essenziale per svolgere importanti livelli spirituali.

Gli Yogi del passato, nella loro immensa saggezza, avevano ben compreso come il respiro fosse strettamente legato agli stati mentali, tanto da utilizzarlo come strumento formidabile per la meditazione, modulabile a seconda degli effetti desiderati. 

La meditazione sul respiro è la base per molte Pratiche meditative ed è fondamentale per approcciarsi anche a quelle più articolate proposte nel libro di Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen: «Preparazione mentale alla morte per un'esistenza senza paure»; è utile per calmare la mente quando siamo agitati, confusi, impauriti o in preda all'ira. 

La mente si appoggia sul movimento dell'aria che entra e dell’aria che esce dalle narici… senza aggiungere o togliere nulla a questo naturale movimento, lo si ascolta… semplicemente con il massimo dell’ attenzione.

Per ottenere il meglio dalla nostra pratica, è utile eseguire la meditazione in un luogo tranquillo, pulito, senza disturbi (silenziamo il cellulare!).

Ci sediamo in una posizione comoda (se su un cuscino con le gambe incrociate - questa è la posizione consigliata nella tradizione - oppure, in alternativa, su una sedia appoggiando bene i piedi a terra) con la schiena dritta, facendo attenzione a mantenere il corpo morbido e le spalle rilassate. 

Le dita della mano destra vanno appoggiate e sovrapposte alle dita della mano sinistra e i due pollici che tendono uno verso l'altro, fino a sfiorarsi, devono stare sulla stessa linea. 

Il mento si tiene leggermente abbassato e gli occhi socchiusi. 

Tutto questo per creare le migliori condizioni affinché la nostra mente sia disponibile al raccoglimento (cfr. I sette punti di Vajrochana nel video dedicato alla Pratica meditativa della Respirazione Nove Cicli o a pag. 99 del libro «Preparazione mentale alla morte per un'esistenza senza paure»).

All'inizio è senz'altro difficile: non appena si tenta di portare l'attenzione al respiro, il corpo, quasi sicuramente, comincerà a “disturbare” con una serie di piccoli dolori e tensioni, magari mai sentiti prima, e i pensieri inizieranno ad affollarsi, dando l'impressione di aumentare incredibilmente il lavorio mentale e la confusione. 

Stiamo semplicemente prendendo coscienza di come funziona la nostra mente!

In tibetano il termine che indica l'atto di meditare è GOM : la familiarizzazione della mente con l'oggetto di meditazione. È opportuno quindi avere un approccio morbido con la pratica, riportando con dolcezza la mente sul respiro ogniqualvolta questa si distrae.

Per cominciare è importante fare sessioni di pochi minuti ciascuna, aumentando gradualmente i tempi e il numero di periodi di pratica.

Indispensabile è la presenza del Maestro o di un insegnante che abbia l’esperienza pratica pluriennale dell’ insegnamento meditativo.

Nonostante le inevitabili difficoltà iniziali, con la costanza si otterranno benefici tangibili quali equilibrio, calma e lucidità mentale.

Con la continuità si stabilizzeranno anche, in momenti diversi dalla meditazione, l'umore instabile e le relazioni familiari e sociali.

Vieni a praticare con noi al Centro:

  • IMPARO A MEDITARE

    Pratiche per principianti
    Giovedì 5 marzo ore 19:30 (inizio ore 20:00)
  • PRATICHIAMO INSIEME 

    Pratiche per principianti
    Giovedì 19 marzo ore 19:30 (inizio ore 20:00)

Ti aspettiamo!

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