GENNAIO 2012
Martedì 10 ore 19:00 Yoga
Mercoledì 11 Ore 17:30 Guru Puja Ore 20:00 Yoga
Giovedì 12 ore 20:15 Kalachakra
Venerdì 13 ore 18:00 Danza ore 20:30 Shiatsu Ngal-gSo
Lunedì 16 ore 20:00 Tai Chi C'huan
Martedì 17 ore 19:00 Yoga
Mercoledì 18 Ore 17:30 Guru Puja Ore 20:00 Yoga
Giovedì 19 ore 20:15 La pratica degli otto percorsi di pace e conoscenza
Venerdì 20 ore 18:00 Danza ore 20:30 Reiki Chagwang Ngal-gSo
Sabato 21 ore 15:00 Lingua tibetana per il Dharma
Martedì 24 ore 19:00 Yoga
Mercoledì 25 Ore 17:30 Guru Puja Ore 20:00 Yoga
Giovedì 26 ore 20:15 La morte nella visione buddista tibetana
Venerdì 27 ore 18:00 Danza ore 19:00 Autoguarigione Ngal-gSo
Sabato 28 ore 15:00 Shiatsu Ngal-gSo & Mandala Touch
Lunedì 30 ore 20:00 Tai Chi C'huan
Martedì 31 ore 19:00 Yoga

La lingua tibetana nacque intorno al 65 d.C. a opera del dotto Thon.mi.Sambota sotto la direzione del saggio re Sangtzen Gampo, che sviluppò un alfabeto con la finalità di poter tradurre i testi originali degli insegnamenti di Buddha (dalla lingua madre, il Pali, era già stata fatta una traduzione in sanscrito) con la motivazione spirituale di essere una "lingua sacra" per il sostegno della meditazione e dei testi di Dharma. La finalità del corso è di imprarare l'alfabeto, la scrittura, la pronuncia e le traslitterazioni dei vocaboli connessi con il Dharma.
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Come tutti i mesi venerdì 20 gennaio 2012 alle ore 20.30 si terrà una serata di scambi trattamento Reiki Chagwang Ngal-so a cura della Maestra Tina Pema De Khie La. Chagwang in tibetano significa “potere delle mani” ed è il metodo trasmesso dal Ven. Lama Gangchen integrato alle pratiche Ngal-gSo di purificazione e protezione dei Supremi Guaritori, delle Grandi Madri, del Buddha della Medicina, di Manjushri nero e unito al Reiki del Sistema Usui.
Grazie a questo potenziamento energetico, sviluppando una forte motivazione di amore e compassione, è davvero possibile aiutare e guarire sè stessi e gli altri.
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Il primo incontro dell'anno 2012 presso il Gompa del Centro Buddha della Medicina, giovedì 26 gennaio, è destinato all’approfondimento del tema "La Morte nella visione buddista tibetana". Si tratta di insegnamenti straordinari a cui è opportuno prestare una speciale attenzione, con mente aperta e libera da pregiudizi, con rigore e concentrazione, al fine di "comprenderli" pienamente per poterli attuare nel corso dell'esistenza. A tale proposito è utile ricordare come, nella tradizione tibetana, la morte non sia considerata un evento spiacevole, da negare e dissimulare, ma come una fonte di apprendimento perché esplicita la fragilità e transitorietà della vita, inducendoci ad apprezzarne il valore. Un'analisi corretta del fenomeno, con appropriate meditazioni condotte sotto la guida di un Maestro, può portare il praticante ad esperire che la vita, in fondo, è una continua fluttuazione di nascita, morte e transizione, pensiamo ad esempio al sonno e al risveglio. In ogni istante, nella nostra mente, tra il nascere e il "morire" di pensieri ed emozioni, vi sono spazi vuoti, intervalli: qui vi è la magnifica possibilità di percepire la natura primordiale dellamente, cioè quella che viene definita "chiara luce". [Leggi tutto sull'argomento]
La pratica degli otto percorsi di pace e conoscenza è stata creata ed elaborata dal maestro Dino Cianciub Ghialtzen nel mese di maggio 2003, durante un ritiro di purificazione di quindici giorni.
Questi otto percorsi si relazionano a otto punti del corpo, otto visioni tra loro diverse, otto percorsi che, quando meditati e capiti, possono donare ottenimenti connessi alla pace interiore, al rilassamento profondo e alla conoscenza intesa come Prajna (Sherab in tibetano) che significa saggezza. Ognuno di questi percorsi si relaziona a uno specifico elemento, a due tipi di suono e a un punto particolare del corpo. Piano piano, percorso dopo percorso, partendo dai vari elementi (spazio, acqua, terra, goccia rossa materna, fuoco, vento, goccia bianca paterna) si arriva alla stabilità della mente che può realizzare la sua vera natura.
Il suono ha da sempre avuto un aspetto rilevante nel Tantra e i maestri hanno sempre offerto svariati insegnamenti basandosi sulle pratiche del suono. Un esempio è la recitazione dei mantra, sostegno meditativo di base delle serate di meditazione che vengono svolte settimanalmente presso il Centro.
Tutta la pratica è stata musicata anche con l'utilizzo di strumenti propri della tradizione tibetana ed è stato realizzato il CD specifico grazie all'impegno di alcuni praticanti del Centro, che hanno lavorato alacremente per la sua realizzazione.
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Shiatsu Ngal-So & Mandala Touch® è una nuova arte manipolatoria basata sul tocco che coniuga i principi dello Shiatsu tradizionale giapponese con gli aspetti della medicina tantrica tibetana. In questa disciplina, che è in essenza un percorso meditativo, il terapeuta si pone in connessione con le energie sottili della persona trattata, ne percepisce i flussi dei canali energetici e le relative disarmonie e, tramite il contatto delle mani, riesce a "sintonizzarsi" con esse e a rivitalizzarle, in modo da suscitarne il riequilibrio. Il trattamento si configura quindi come un processo altamente rigenerativo delle energie di chi lo riceve e di chi lo effettua e come un momento di pace e di unione con l'ambiente. Sabato 28 gennaio alle ore 15, il Maestro Dino Cian Ciub Ghialtzen, ideatore del procedimento, incontrerà le persone interessate ad accedere al primo livello di insegnamento; nella stessa occasione saranno effettuati trattamenti di Shiatsu Ngal-So a cura degli allievi dei corsi avanzati.
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