Giovedì 23 Giugno: Pratica del Buddha della Medicina

Il Buddha della Medicina rappresenta per il Centro non soltanto un mero ispiratore per l’intestazione dei locali, ma è realmente il Guru, il mentore, la Divinità alla quale ci si è ispirati per cercare di portare a tutti gli esseri «vera guarigione» nel corpo, nella parola e nella mente, nel pieno rispetto dei precetti Mahayana.
L’obiettivo del Centro è difatti, tramite gli insegnamenti di Bodhicitta, che sono la base delle serate di meditazione settimanalmente proposte, portare guarigione a tutti gli individui, seguendo i principi della compassione e della gentilezza: nel Buddha c’è un grande potere di guarigione e di cambiamento delle situazioni, non solo per se stessi, ma anche per gli altri, e questo potere è il percorso dei discepoli del Mahayana.
Il Buddha della Medicina viene chiamato in tibetano Sanghs-rghie-sman-la (pr.: Sanghye Men La) dove Sanghye è il termine usato per indicare un Buddha, mentre Men La significa guaritore, medico, colui che guarisce.
In sanscrito egli viene chiamato «Bhaysaya Guru», che significa proprio «Sviluppatore di guarigione». Egli è detto anche il «Sovrano dell’acquamarina»: blu è il colore della luce dell’acquamarina e blu è il colore del Buddha della Medicina, che in questo caso corrisponde al colore della guarigione. E siccome il Buddha è completamente guarito, ossia non c’è ombra di malattia nella sua mente, nel suo corpo, nella sua parola, in quanto è un essere Illuminato, egli è appunto chiamato «Signore della luce acquamarina». Il Buddha della Medicina è chiamato anche «la pura sorgente del lapislazzulo o dell’acqua marina» per indicare proprio la sua natura di pura sorgente di luce.
Uno degli impegni fondamentali presi dal Buddha della Medicina è stato quello di aiutare in modo preciso, senza nessun ordine di dubbio, tutte le persone che reciteranno il suo nome e seguiranno i suoi insegnamenti per la guarigione di se stessi e degli altri nel modo più completo.
Questa guarigione potrà estrinsecarsi non solo nel senso della guarigione da una malattia, ma anche, per esempio, nel non far patire situazioni economiche pesanti.
Quando si parla del Buddha della Medicina non si vuole quindi indicare un fenomeno in particolare, ma una «pura essenza» che può essere vissuta da ciascuno: egli rappresenta un livello di illuminazione di totale guarigione e benessere ed è fondamentale capire e meditare profondamente su questo punto. Secondo la mitologia buddista fu Buddha Shakyamuni a insegnare la medicina nell’attuale ciclo di tempo, nel luogo chiamato Danaduk, il paradiso mistico della medicina: egli insegnò diverse opere mediche (la più importante è quella de «I Quattro Tantra») a vari Dèi, buddisti e non, ma solo un discepolo, Yi.lay.kyè, comprese interamente l’insegnamento e lo registrò in 5900 versi con inchiostro di lapislazzuli su fogli di oro puro, che le dakini conservarono nel loro palazzo di Uddiyana.
Astrologicamente il giorno del Buddha della Medicina è l’ottavo giorno del mese lunare, e in tale giorno il potere è particolarmente forte. La pratica del Buddha della Medicina viene periodicamente svolta in alcune serate del giovedì presso i locali del Centro: tramite la recitazione della relativa Sadhana e l’utilizzo di dorje e campana i discepoli imparano così a recitare l’intera pratica e a connettersi con la forte energia di guarigione che essa trasmette

 

 

Venticinque Anni del Centro Buddha della Medicina


Intervista a Lama Dino Cian Ciub e alla Maestra Tina Pema De KhieLa


Gheshe Cian Ciub e Lama Tenzin creano il Mandala di Yamantaka


Parole di saggezza
  • Nella nostra epoca molti miti, credenze e valori che appartenevano al secolo passato si sono disgregati. Un pò per macro-eventi sociali quali la caduta del muro di Berlino, le crisi dei blocchi politico-militari, la fine della "guerra fredda", la conclusione dell'epoca piu cruenta del colonialismo che aveva portato le due guerre mondiali, un pò per la riconosciuta necessità da parte della gente di vivere in pace partendo dalla ricostruzione fisica di edifici sino a nuovi rapporti interpersonali. Questo  in europa, in Asia, negli Stati Uniti; Il vecchio establishment culturale e dirigenziale ha lasciato il posto a nuovi progetti, idee, culture.  Ma questo ha portato più pace e serenità, ha innalzato le qualità umane di amore, condivisione, reciprocità?  Proprio no!  Qualcosa sfugge oggi come ieri!   Anzi, oggi piu di ieri gli esseri si sentono inutili, depressi e frustrati pur avendo sul piano materiale più risorse. Penso che esista una chiave che possa aprire la porta giusta! Occorre solo determinarsi a identificare cos'è sofferenza, a non voler più soffrire, a produrre percorsi interiori di felicità, a generare insomma le buone qualità già presenti nella nostra mente. Può sembrare un'impresa difficile, ma da quando Lord Buddha ha indicato agli esseri il sentiero della Perfezione della mente, un numero incalcolabile di esseri ha reso la propria esistenza significativa.–Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen

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