«…Ma che caldo fà?!!» è lo slogan dell’estate 2022, ripetuto quasi come un mantra che ha il potere di scacciarne via l’opprimente sensazione.
L’argomento del «tempo che fa», notoriamente «tirato in ballo» per riempire i silenzi imbarazzanti, ha invece monopolizzato quasi tutte le conversazioni: anche i meno sensibili tra noi hanno sperimentato il disagio portato dalla calura straordinaria, con sudore, astenia e difficoltà a raggiungere un sonno ristoratore.
Lo stato mentale delle persone si è «surriscaldato»: l'instabilità è aumentata con manifestazioni a vari livelli, da un generico nervosismo latente a veri e propri eccessi di rabbia incontrollata, anche per motivi futili. Che cosa si può fare, oltre a ripetere che fa caldo a qualcun altro che già lo sa?
Istintivamente abbiamo cercato refrigerio rifugiandoci in luoghi più freschi, potendo siamo stati al mare, sui monti o comunque in posti vicini all'acqua e, nella peggiore delle ipotesi possibili, abbiamo cercato di barricarci in luoghi con l’aria condizionata.
Se la temperatura esterna è a 36° per tutti, perché ci sono persone che soffrono meno di altre?
Chi è che soffre il caldo?
È forse la nostra Mente? Oppure è il nostro corpo che percepisce uno stimolo e la Mente a codificarlo in un certo modo, creando stati di sofferenza e insofferenza?Possiamo forse «controllare» la nostra Mente e «raffreddarci»?
Per contenere il fuoco, serve l’acqua.

Nel 2006, Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen ha creato una pratica meditativa molto speciale legata all’Elemento Acqua trasmessa, in più ritiri spirituali svolti presso le Terme di Vinadio e, in una forma visualizzata, al Centro Buddha della Medicina.
L'acqua è la sostanza maggiormente presente nel corpo umano e per vivere abbiamo bisogno di bere, di introdurne in quantità, quotidianamente. Si sopravvive molti giorni senza cibo, ma non senza acqua. Fin dal principio, questa sostanza si relaziona con noi: il nostro corpo infatti si sviluppa immerso in un'acqua molto speciale, il liquido amniotico.
È evidente, dunque, che esista un legame particolare tra noi e questa preziosa sostanza.
Proprio in virtù di questa affinità, Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen ha sviluppato «Lo Yoga della Natura di Spazio dell'Elemento Acqua», un percorso meditativo che, partendo dalla sensazione che proviamo venendo a contatto con la sostanza acqua, conduce la mente, passo dopo passo, a manifestarsi in una varietà di aspetti e a produrre profonde esperienze assolutamente rigeneranti, anche se svolta in forma visualizzata.
Alla fine del percorso, si può arrivare a percepire una «pulizia integrale» e una rinnovata vitalità sia nel corpo che nella Mente.
Sperimentare la «freschezza» di una mente pacificata potrebbe aiutare a non soffrire più così tanto il caldo e a essere più calmi, gentili, gioiosi e disponibili sia verso se stessi, sia verso gli altri.

«Lo Yoga della Natura di Spazio dell'Elemento Acqua» è disponibile sul nostro canale YouTube: prova!


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buddhismo, buddismo, centro buddha della medicina, lama dino, meditazione, pratiche meditative


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