Utilizzare parole per esprimere la gamma di sensazioni che si provano al suono delle campane tibetane è molto difficile, ma ciò che emerge immediatamente al primo ascolto è il magnetismo di una vibrazione che sorprende la mente.

L'origine di questi strumenti è incerta nel tempo e nel luogo. Secondo la tradizione tibetana, la loro esistenza viene fatta risalire ad almeno 4.000 anni fa, molto prima della nascita del buddhismo e della sua introduzione nel Tibet. Sembra che le campane tibetane fossero utilizzate dai praticanti dell'antica religione autoctona Bön, per incrementare l'energia di guarigione attraverso il suono. Finora non sono state trovate testimonianze scritte al riguardo: d'altronde, al tempo, gli insegnamenti venivano tramandati oralmente da Maestro a discepolo.

Nei monasteri della tradizione buddhista tibetana, questi strumenti sono ancora oggi utilizzati dai Lama e dai Maestri durante le pratiche per aiutare la concentrazione, ma da sempre sono anche un mezzo per portare beneficio attraverso la loro speciale vibrazione.

Nonostante la mancanza di fonti certe sull'origine, il loro utilizzo non si è perso nel tempo, ma anzi, da qualche decennio l'uso delle campane tibetane si sta propagando velocemente anche in occidente, per la particolare gradevolezza del loro «canto» e per i giovamenti che se ne possono trarre. 

Forgiate con una lega composta da sette metalli (oro, argento ferro, mercurio, stagno, rame e piombo), che rappresentano i sette pianeti relazionati energeticamente con l'essere umano (Sole, Luna, Marte, Mercurio,  Giove, Venere, Saturno), ogni campana ha un suono unico e particolare, diverso da ogni altra grazie alla sua peculiare forma, allo spessore e alla stessa proporzione tra i metalli che la compongono.

L'antica sapienza che ha permesso di costruire le campane in questo modo speciale fa si che i suoni che ne originano siano incredibilmente piacevoli e affini alla nostra mente, capaci di donare uno stato di rilassamento e pacificazione al di là di parole, concetti e anche di credo religiosi. Questi aspetti rappresentano, oggi più che mai, il grande punto di forza per la diffusione del loro utilizzo: in un mondo globalizzato, iper connesso a livello virtuale, dove però si è persa una vera relazione con sé stessi e con gli altri, urgono strumenti che aiutino a fermare la violenza del turbinio di parole, di concetti e di emozioni, che avvolge la mente, per poter tornare al centro del proprio essere.

Nell'ottica di promuovere attività di pace e beneficio per tutti gli esseri senzienti, il Centro Buddha della Medicina ha ospitato il 18 e 19 novembre, un primo corso sull'utilizzo delle campane tibetane come strumento di meditazione e armonizzazione di mente, corpo e spirito, tenuto dal Maestro Thönla Sonam, grande conoscitore e praticante di questa preziosa arte. 


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