«Il cammino che intreccia la preghiera» è il delicato tema presentato all’appuntamento della serata venerdì 30 settembre, nella Cattedrale di San Giovanni Battista (Torino).

I partecipanti sono stati invitati a mettersi in ascolto di toccanti testimonianze di Persone provenienti da terre straniere e giunte nelle nostre città, che hanno trovato il significato profondo del loro percorso di vita nell’intrecciare le loro esperienze con la preghiera.
L’evento, inoltre, è stato arricchito da letture tratte da diversi testi sacri buddhisti, cristiani, induisti e mussulmani: tutti gli insegnamenti ne contengono uno che è trasversale, che pervade ogni credo, ossia la fratellanza, la base per costruire una comunità che si evolve, che va oltre alle differenze di ogni «credo» e che mette l’uomo al centro.
Le significative letture condotte nel corso della serata dalla voce di Laura Curino, che ha aggiunto emozione e profondità, sono state accompagnate dal suono del «violino del mare», uno strumento costruito da detenuti della Casa di Reclusione di Milano-Opera utilizzando legno recuperato dalle imbarcazioni approdate a Lampedusa, per «dare la voce anche a chi non ce l’ha più», ovvero le migliaia di persone che hanno perso la vita durante l’attraversamento del Mediterraneo. Un tema che ha bisogno di sensibilizzazione, al di là della politica.
La serata si è conclusa con la lettura di una bellissima testimonianza di uno dei costruttori del violino, chiamato «Lo spacca-barche», che ha messo al centro il tema della metamorfosi, non solo dei legni di recupero dei «barconi» che diventano strumenti d’orchestra, ma anche quella interiore: la sua.
Questa iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti ed è stata raccontata dal Presidente Arnoldo Mosca Mondadori.

Il Festival dell’Accoglienza vuole offrire una occasione alle istituzioni, al mondo del terzo settore e alla cittadinanza di soffermarsi per riflettere sui significati profondi del verbo accogliere, per costruire relazioni e alleanze, per riconoscere i nostri limiti e le nostre fragilità, ma anche per valorizzare l’impegno di chi quotidianamente opera a favore di coloro che giungono nel nostro Paese: Istituzioni religiose e laiche, pubbliche e private, famiglie e tante singole persone.
Tema conduttore di questa edizione della manifestazione sarà il «cammino». Come nella prima fortunata e partecipata edizione del 2021, anche quest’anno si viaggerà dentro i molteplici significati del verbo «accogliere» grazie ai contributi di operatori sociali, artisti, scrittori, filosofi, teologi, docenti, volontarie e volontari, ma soprattutto alle testimonianze di coloro che hanno vissuto e vivono «l’accoglienza» offerta loro dall’Italia.

Il Festival è organizzato in collaborazione con la Fondazione Migrantes della CEI, l’Opera Barolo, Torino Spiritualità, il Festival delle Migrazioni, il Museo del Risorgimento, il Circolo dei lettori, il Torino Film Festival, il Museo del Cinema, l’ASGI, il Comitato Interfedi, Reale Foundation e altre istituzioni torinesi.


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