Alla (ri)scoperta dell'Energia femminile

Tra le prime cose che si notano, entrando in un luogo di Culto buddhista come il nostro Centro Buddha della Medicina, ci sono le meravigliose statue e le coloratissime Tangke (dipinti tradizionali tibetani) che rappresentano i Buddha e altri Esseri Illuminati, sia in forma maschile, sia in forma femminile.
Queste «figure» potrebbero apparire a un neofita come la mera rappresentazione di divinità dalla perfezione inarrivabile: in realtà si tratta di supporti meditativi che rappresentano le pure e perfette qualità illuminate, che ognuno di noi possiede a livello potenziale e che possono essere sviluppate attraverso la pratica spirituale.
Ma perché, se si parla di qualità illuminate, ci sono rappresentazioni maschili e femminili? Un Buddha, cioè un essere che ha realizzato la perfetta Illuminazione, è al di là di qualunque connotazione sessuale: si tratta infatti di un simbolismo atto a evocare qualcosa che già conosciamo e che possiamo comprendere.

Noi tutti siamo nati dall'unione di padre e madre e, anche se non ne siamo coscienti, sperimentiamo continuamente come questo «portato» (enorme, se comprendiamo di essere il frutto di generazioni e generazioni di avi) si muova al nostro interno: si manifesta con caratteristiche fisiche e psichiche, con qualità più o meno evidenti, con atteggiamenti e tendenze. Le due energie, maschile e femminile, sono complementari nel Tantra e le loro qualità, trasformate e sviluppate, possono essere utilizzate dal discepolo come mezzo per raggiungere l'Illuminazione.
L'energia femminile illuminata, come quella delle Dakini (esseri femminili illuminati o che comunque hanno ottenuto elevatissimi livelli spirituali), è associata alla perfetta Saggezza, che presuppone anche la piena e completa realizzazione delle «Sei Perfezioni»: la Generosità, la Moralità, la Pazienza, la Perseveranza, la Stabilità mentale e la Consapevolezza discriminante.
Ma chi sono queste Dakini?
Nella lingua tibetana la parola Dakini è resa con «Ka-Dro-Ma», che indica esseri femminili che si muovono nello spazio.

«Non occorre certo che volino in cielo per riconoscerle: "... basta avere la sensibilità di osservare bene il loro comportamento, partecipare alle loro richieste, condividere i loro orientamenti quando l'oggetto considerato è qualcosa di Dharma"».
Tratto dal Testo «Omaggio alle Dakini del Centro Buddha della Medicina», di Lama Dino Cian Ciub Ghialtzen.

Quando agiamo seguendo qualcosa di elevato come l'insegnamento del Buddha, a beneficio non solo nostro, ma anche degli altri, si manifestano le nostre più perfette qualità dell'energia femminile che ci compone: da questa consapevolezza, che matura con la pratica, può nascere un senso di sicurezza nelle proprie capacità e di gioia e ciò rende possibile il contatto con quell'energia che ci rende abili nel compiere piccoli e grandi cambiamenti necessari per vivere una vita davvero felice. Da una condizione di frustrazione e delusione, può concretamente emergere la possibilità di prendere in mano la nostra vita e sentirci realmente delle Dakini!
Se siamo nati con una forma maschile e già ci sentiamo sicuri delle nostre risorse, potremo andare oltre e scoprire il coraggio di manifestare le nostre doti di sensibilità, empatia e delicatezza, ovvero qualcosa di noi stessi che è molto intimo ed elevato e che nulla toglie alla mascolinità… anzi, la completa mirabilmente.

Questa è la potenza del Tantra: trasformare attraverso la pratica le energie di un essere umano ordinario immerso nella sofferenza, in qualcosa che spinge verso la felicità fino a realizzare pienamente l'Illuminazione.


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